Quel gran figlio di buona donna

 

Quel gran figlio di buona donna

Iannozzi Giuseppe

L’altro giorno mi trovavo in giro. Facevo quattro passi sotto i portici.
Via R*** è affollata di elemosinanti, di mimi, di vagabondi.
Un tizio mi avvicina. Mi chiede se ho degli spicci da dargli. Lo guardo negli occhi. Lo riconosco. È sempre lui, ci vive sulla strada, ferma chiunque sparandogli in faccia la balla che ha bisogno di un Euro per il biglietto del tram perché gli hanno rubato il portafogli. Non l’ho mai visto senza la sigaretta in bocca. È uno sfaccendato, un uomo sui trenta, un po’ gobbo, occhiali e denti marci. Un drogato o un ex drogato. Non è pericoloso. È una delle tante teste di cazzo che la nostra…
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