Il sogno di un malato terminale

 

Il sogno di un malato terminale

Iannozzi Giuseppe

Nevica. Li intravedo attraverso la finestra i fiocchi cadere. Il giardino dell’Ospedale San Giovanni dev’essere un sudario bianco, vergine. Quand’ero più in forze, mi sedevo su una panchina a osservare le foglie rapite dal vento dell’autunno. Oggi nevica forte e morirò. Il tumore ha avuto la meglio. Non è servita la chemio, né l’operazione al cervello. Il maledetto si è riformato più forte e aggressivo. Non ho vissuto granché. Venti anni sono pochi per chiunque. Pelle e ossa, e questo cancro che pesa più del magro corpo che lascerò in eredità alla putrefazione.
Dicono che c’è un Aldilà. Non ci credo perché sono qui,…
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