Atomica Bionda, non fate arrabbiare Charlize Theron

 

Se un film è ambientato nella Berlino anni ’80, è quasi d’obbligo ascoltare le note di “99 Luftballons”.

In realtà, battute a parte, l’utilizzo di tale cliché è già indicativo di che film sia Atomica Bionda. L’inserimento della canzone simbolo dell’europop non è fondamentale, ma qui è inteso come necessità stilistica. Un film, insomma, che vive di inutili necessità: colonna sonora d’impatto, estetica inebriante, azione travolgente, tono sempre cool. Non è un elenco di pregi come dovrebbe o potrebbe essere, ma sono i salti mortali che il film si sforza di ottenere evitando di offrire qualcosa di veramente avvincente. C’è tantissima forma e pochissima sostanza.

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