NON SONO UN’ASSASSINA – Quinta parte

 

Uscii di corsa da quella che non sentivo più essere casa mia. Avevo ancora strette nella mani quelle fotografie assurde che non avevano alcun senso ma che stavano ormai minando la mia mente quasi portandomi a credere di aver fatto qualcosa che non ricordavo. Mi sentivo osservata, come se tutti coloro che fossero in strada mi osservassero e additassero come si faceva in passato con una strega. Non sapevo cosa fare, ogni mio gesto sarebbe stato sbagliato. Distruggerle non era la scelta giusta ma di sicuro nemmeno tenerle, e nemmeno andare alla polizia. Avrebbe dato loro un’ammissione di colpevolezza. Provai a farle entrare nella tasca della giacca ma proprio facendo quel movimento cadde un biglietto, era quello dell’avvocato Matera. Lo chiamai con voce terrorizzata e…
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