MORTO NEL SUO ADDIO

 

MORTO NEL SUO ADDIO

Iannozzi Giuseppe

Ero giovane e arrogante, sicuro di me stesso. Lei era bella e non mi fu difficile amarla per la sua bellezza; poi la sua pazzia rapì la mia – la mia pazzia -, e in lei essa diventò necessità di tenerezza. Ero in trappola, troppo innamorato e tenero perché potessi rendermene conto. I giorni trascorrevano veloci e ogni dì era una primavera anche se fuori era la tempesta a imperversare.
Fra gli alti pioppi c’incontravamo, fra quelle fronde ci nascondevamo al mondo e mentre lo stormire del vento cantava per noi fra le foglie una melodia di magia, noi consumavamo ogni nostro ardore e lo mischiavamo subito all’eco delle foglie a tremolare sui…
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