La Classe. Questioni di “estraneità” in scena

Lo spettacolo, in scena al teatro Marconi fino al 9 aprile, passa al crivello la paura del diverso, e non solo in termini di emigrazione.

Una classe sporca. Musica confusa. Dei ragazzi che ballano. Non ci sono nomi, né luoghi né età. Non esistono identità predefinite, ma solo la voglia di vivere tipica della giovinezza.

Potrebbero essere degli adolescenti qualunque in un’aula di una città qualsiasi. E alla fine, apparentemente, lo sono.

In ognuno di loro, però, si cela la complessità di un dissidio recondito, che stenta a palesarsi se non con atti impulsivi e grida violente.

Almeno finché non arriva Albert, il…
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