Angela biondo sorriso

 

ANGELA BIONDO SORRISO

Iannozzi Giuseppe

Quel giorno avremmo dovuto tappezzare il quartiere, quello popolare arabo. Non c’era scampo. Io avevo la mia zona, Angela la sua. Il lavoro era quello: se volevamo mangiare, dovevamo imbrogliare, o meglio vendere enciclopedie a rate a dei morti di fame peggio di noi.
Angela era la mia compagna di lavoro: bionda e soda, un fisico da angelo, tettine piccole, culetto a cuore, e un sorriso bianchissimo da pubblicità. Suggeriva una dolcezza immensa, ma era in realtà una peperina. Non c’era maschio che non si arrapasse con lei accanto. Era il diavolo e l’acqua santa. Nonostante avessimo concluso poco o niente, quel giorno di…
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